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Mobili e forniture per l’arredamento
Mobili e forniture per l’arredamento

Rivenditore Zanotta Milano

La storia di Zanotta è la storia di sessant’anni di intuizioni e di record, di azzardi e di curiosità, e soprattutto di risultati speciali che poche aziende possono vantare: con oltre 550 prodotti realizzati, Zanotta ha un posto a sé nel grande mondo del design. Un’azienda e un catalogo difficili da imitare, la cui filosofia è “produrre cultura e profitto contemporaneamente”, con la convinzione che “l’industria dell’arredamento debba sforzarsi per anticipare bisogni futuri, non limitandosi a soddisfare la domanda passiva del pubblico”. Un assunto che rimane ancora valido, e che vede nel “bello, fruibile e duraturo” l’obbiettivo che tutti cercano nel design di oggi, e che Zanotta considera irrinunciabile per gli oggetti della sua collezione, ognuno dei quali destinato alla vita di tutti i giorni.

Fondata nel 1954 da Aurelio Zanotta, l’azienda si è inizialmente concentrata intorno alla produzione di divani e poltrone, superando la tradizione artigianale delle botteghe del tappezziere - a cui normalmente faceva riferimento la produzione di mobili imbottiti - e indirizzandosi verso un design “colto”, tra le aziende che hanno scritto le prime significative pagine della storia del design italiano. Grazie all’incontro con alcuni personaggi oggi leggendari, intercettati grazie alla curiosità, all’istinto e al carisma del suo fondatore, Zanotta aveva intrapreso un percorso nuovo, iniziando a interessarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi materiali, e contemporaneamente dimostrandosi sensibile alle ricerche artistiche più pure, ma soprattutto aprendo le sue porte ai grandi progettisti. E così già nei primi anni Settanta iniziano alcuni lungimiranti, e per quegli anni evidentemente visionari, progetti di riedizioni. Zanotta si avvicina all’opera del padre del razionalismo italiano, Giuseppe Terragni, e nell’arco di alcuni anni entrano in catalogo la poltroncina Sant’Elia, la seggiola Lariana e la Follia, per anni icona stessa dell’azienda.

Contemporaneamente, con audacia e azzardo, produce l’altrettanto celebre Mezzadro dei fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni, che era rimasto prototipo dai tempi della mostra di Villa Olmo “Colori e Forme nella Casa d’Oggi”. E scegliere dal passato progetti ancora attuali diventerà nel tempo uno dei fili rossi ricorrenti di Zanotta, ripescando oggetti di Max Bill, Giuseppe Pagano, Gino Levi Montalcini, Piero Bottoni, Carlo Mollino, Joe Colombo e altri ancora. Tutti “pezzi storici” che hanno permesso a Zanotta di costruire un legame di continuità della propria collezione con un passato glorioso, e dare corpo a un progetto teso a realizzare all’interno del proprio catalogo una microstoria dell’evoluzione del Design Italiano nel settore del mobile, a partire dagli inizi del Novecento. Zanotta aveva anche compreso che il mondo dell’arte contemporanea poteva costituire un importante ossigeno per il design e l’universo domestico. E agli inizi degli anni Ottanta Zanotta aveva iniziato a pensare a un vero e proprio catalogo di oggetti dal segno ancor più libero, dove unire le ricerche e le sperimentazioni di artisti e progettisti meno allineati, e dove far confluire la sapienza di maestri artigiani capaci di realizzare oggetti al confine tra arte e design.

Una stagione che prenderà il nome di Zabro, e che nel 1989 si trasformerà in Zanotta Edizioni: un luogo pieno di sorprese, dove brillano insieme i funambolici pensieri di Bruno Munari e Alik Cavaliere, Fortunato Depero e Alessandro Mendini, Ettore Sottsass e Riccardo Dalisi, Pierre Charpin e di tanti altri ancora. Una collezione che nel 1991, per il suo “forte spessore culturale”, ha ottenuto la Segnalazione d’Onore del Compasso d’Oro. Oggetti, tutti, che si ispirano alla tradizione dell’artigianato artistico italiano, e che liberati dai vincoli della produzione strettamente industriale, mostrano una forte componente di lavoro “fatto a mano”, spesso recuperando tecniche in disuso, come l’intarsio o la decorazione pittorica, oppure altre nuove e sperimentali. Tutti oggetti di piccola serie, con una numerazione limitata che ne accresce il valore nel tempo. 51 prodotti premiati. 8 riconoscimenti internazionali. 3 premi Compassi d’Oro. 297 prodotti nelle collezioni permanenti in 47 musei nel mondo. Grazie all’introduzione di innovazioni formali, tipologiche e tecnologiche, molti prodotti Zanotta sono oggi vere e proprie icone riconosciute nella storia del design, citate nei libri ed esposte nei più importanti musei di arti decorative: oggetti come Zanotta Sacco, Zanotta Mezzadro, Zanotta Sciangai, Zanotta Quaderna, Zanotta Tonietta, Zanotta Leonardo e tanti altri ancora, tutti best e long seller da decenni, attuali e geniali ancora oggi.

Zanotta è stata tra le prime aziende a comprendere la necessità di promuovere e sostenere attività culturali in forma di mostre e convegni, eventi non direttamente legati alla produzione ma in modo più ampio alla ricerca e allo studio dei diversi ambiti della progettazione e della creatività. E così nel corso degli anni Zanotta ha sostenuto molteplici iniziative per diffondere lo sviluppo delle tematiche legate al design dell’oggetto d’arredo e all’abitare, affiancando alla sua attività produttiva un’intensa attività di promozione culturale, e partecipando a più di 380 mostre e alle riflessioni critiche più significative degli ultimi quarant’anni. Mostrare gli esiti del proprio lavoro non vuol dire solamente esporre gli oggetti della produzione, arrivati a compimento dopo mesi e a volte anni di verifiche e sperimentazioni. Vuole anche dire presentarsi progettando un modo ad hoc di proporre e comunicare, sinergicamente e in affinità, il proprio nuovo patrimonio. E a questo aspetto Zanotta ha sempre dato una particolare attenzione, dagli ormai mitici allestimenti degli anni Settanta, coraggiosi e provocatori, ai superbi allestimenti di Achille Castiglioni degli anni Ottanta e Novanta, passando alle immagini più domestiche ma non meno raffinate degli stand di Bertero-Panto-Marzoli degli anni Duemila, fino al nuovo percorso intrapreso con i progetti dello studio Calvi-Brambilla.

L’universo Zanotta ha visto l’interesse di centinaia di articoli su grandi quotidiani e riviste specializzate, sulla pubblicistica di costume e sui principali canali televisivi e web. La produzione Zanotta è stata accolta in centinaia di mostre culturali, e oggetto di tre studi approfonditi che hanno dato origine a tre diversi volumi: “Mobili come architetture”, scritto da Stefano Casciani e pubblicato da Arcadia nel 1984; “Zanotta. Design per passione”, scritto da Raffaella Poletti e pubblicato da Electa nel 2004, e “Design: 101 storie Zanotta”, scritto da Beppe Finessi e pubblicato da Silvana Editoriale nel 2015. Sono 127 gli autori provenienti da 18 nazioni differenti che hanno lasciato progetti esemplari nell’archivio, nella memoria e nel catalogo di Zanotta, scrivendo così i capitoli migliori della loro storia personale di progettisti di mobili. Perché l’originalità del progetto è sempre alla base nella scelta dei prodotti destinati alla produzione: e l’avere a cuore questo obiettivo ha permesso a Zanotta di proporre in modo originale il lavoro dei grandi maestri a suo tempo dimenticati, insieme a quello di alcuni nuovi talenti, molto spesso “scoperti” per la prima volta, come nel caso di Roberto Barbieri negli anni Novanta e di Damian Williamson e Frank Rettenbacher in anni più recenti.
Una collezione Zanotta caratterizzata da una grande eterogeneità, articolata oggi in più di 200 prodotti tra poltrone, divani, letti, sedie, tavoli, complementi d’arredo, tavolini, mobili vari, prodotti per outdoor ed edizioni numerate e limitate. L’attenzione alla cura di ogni aspetto della produzione Zanotta, e la fattura puntualmente artigianale eseguita in molti dei passaggi di lavorazione, permette a Zanotta di realizzare anche oggetti fortemente personalizzati, quindi sostanzialmente unici, secondo le richieste speciali di una committenza sofisticata. Esecuzioni “su misura” che vanno dalla scelta dei “tessuti cliente” per la produzione di imbottiti, fino alla realizzazione di “pezzi speciali”, in accordo tra le necessità del cliente, la sensibilità del progettista e il catalogo di Zanotta stessa.

La grande varietà dei linguaggi presenti nel catalogo Zanotta ha permesso ai prodotti di inserirsi con agilità, cultura e gusto nei migliori esempi di arredamento contemporaneo, dalle case progettate dai grandi architetti agli alberghi, ai ristoranti, ai musei e agli uffici di rappresentanza più significativi realizzati negli ultimi trent’anni. E proprio a un certo tipo di forniture, destinate a un genere di contract più sofisticato, che il catalogo Zanotta si rivela particolarmente adatto: quando è necessario offrire oltre alle qualità tecnologiche e costruttive anche diverse varietà di stili, così da assecondare le identità differenti della migliore progettazione internazionale. La produzione degli oggetti avviene in gran parte all’interno degli stabilimenti di Nova Milanese, estesi su una superficie di 16000 mq, con circa 90 dipendenti di cui la metà occupati direttamente nella produzione, veri e propri artigiani specializzati nelle particolari lavorazioni di pelle e tessuti per gli oggetti imbottiti realizzati internamente. All’interno dell’azienda Zanotta avvengono anche le operazioni di assemblaggio e di finitura di alcuni modelli di sedie, tavoli, complementi e mobili vari realizzati dai fornitori tecnologicamente più avanzati del tessuto produttivo italiano, in gran parte presenti nel territorio del nord Italia: per questo la produzione Zanotta è al 100% “Made in Italy”. La distribuzione commerciale dei prodotti Zanotta si avvale di 3 Flagship Store (Milano, New York e Miami) e più di 800 rivenditori Zanotta selezionati, con una presenza in oltre 60 paesi e con una quota di esportazioni che supera l’80% del fatturato.

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